Benedizione dei veicoli agricoli
Negli anni '60 e '70 venne istituita la "benedizione dei trattori". La benedizione dei veicoli agricoli (ma anche di auto in genere) avviene nella piazza della chiesa e lungo il corso principale il giorno di Pasquetta (lunedì dell'Angelo).
Fonte: libro "Storia e tradizioni nel territorio di Caldari" di Edgardo Giangrande (1996).
Festa di Sant'Emidio
La festa di Sant'Emidio vescovo e martire che a Caldari si celebra il 10 settemre, dopo la processione serale, vengono effettuati i celebri fuochi pirotecnici in piazza: molto suggestivi proprio perchè fatti al centro del paese. Questa tradizione è nata nel 1881, in occasione della forte scossa sismica che interessò anche Caldari. Proprio il 10 settembre mattina per ringraziare il Santo dello scampato pericolo, si iniziò dapprima ad accendere dei mortaletti (bombette); successivamente la tradizione prese piede fino ad arrivare al fulgore degli anni '60, '70 ed oltre.
Fonte: libro "Storia e tradizioni nel territorio di Caldari" di Edgardo Giangrande (1996).
La guerra dell'acqua
Si scatena tra gruppi contrapposti durante la notte che segna la fine delle Feste Patronali, la notte del 27 agosto da mezzanotte fino alle prime luci del mattino.
Fonte: libro "Storia e tradizioni nel territorio di Caldari" di Edgardo Giangrande (1996).
Le Caldarìadi
Le diverse edizioni dei giochi paesani delle Caldarìadi si svolsero in occasione delle Festa Patronale degli anni '70. Caldari veniva suddivisa in 4 quartieri (Pipistrello-Drago-Lepre-Corvo) che si contendevano l'ambito del trofeo. Il quartiere vincitore scaturiva dalla sommatoria dei punteggi realizzati alla fine delle seguenti 9 gare: corsa con le bici da passeggio, corsa campestre, corsa coi sacchi, tressette e briscola, corsa dell'acqua, corsa delle carriole, tiro alla fune, corsa dei cerchioni, corsa a "tre gambe".
Fonte: libro "Storia e tradizioni nel territorio di Caldari" di Edgardo Giangrande (1996).
Presepe Vivente
Nel 1965 e nel 1966, Caldari assurse agli onori della cronaca per due riuscitissime memorabili rappresentazioni del presepe con tutti gli attori presi dal popolo. Molti servizi fotografici testimoniano l'evento, mettendo in risalto l'accuratezza con cui furono dipinti gli scenari e furono artigianalmente confezionati i costumi.
Fonte: libro "Storia e tradizioni nel territorio di Caldari" di Edgardo Giangrande (1996).
Torneo Ville
Il Torneo delle Ville, o "Places Cup" è stata la manifestazione sportiva che, più di ogni altra, ha infiammato gli sportivi di tutte le frazioni di Ortona, dal Riccio a Rogatti. Lo stadio comunale di Caldari è stato il teatro di tutte le edizioni di questo evento calcistico eccetto per le finali del "Decennale", che si sono svolte a Ortona. Fra le 10 squadre contendenti, solitamente erano solo 4 o 5 le più agguerrite, e quindi le più quotate per la conquista dell'ambito Trofeo: Il Iubatti Club, Il S.Giorgio (area Villa Grande), Il S.Leonardo, ed il famosissimo Moro River Kaldary. Famoso perchè, proprio dal Torneo Ville, è iniziata l'incredibile avventura del M.R.K., la squadra guidata da E. Giangrande, che successivamente ha portato il nome e l'immagine di una Caldari vincente in tutto il mondo.
Fonte: libro "Storia e tradizioni nel territorio di Caldari" di Edgardo Giangrande (1996).
Campane anti grandine
Alle campane è attribuito il potere di infrangere le nuvole portatrici di grandine, facendo scampare così dal flagello i raccolti. Pertanto, quando il cielo annuncia perturbazioni minacciose, si suonano le campane a distesa. Questa tradizione è accreditata al punto tale che, sulla più piccola campana della chiesa parrocchiale (dedicata a S. Martino, patrono dell'abbondanza), c'è inciso a rilievo il seguente motto: -Vivos voco, mortuos plango, fulgura frango -, ossia, (Chiamo i vivi, piango i morti, infrango i fulmini).
Fonte: libro "Storia e tradizioni nel territorio di Caldari" di Edgardo Giangrande (1996).
Il Sant' Antonio
La devozione per S. Antonio abate è stata molto sentita, oltre che molto diffusa. Questo perchè S. Antonio è considerato un Santo popolano, che non fa miracoli eclatanti, ma riesce a tenere a bada il demoniaco Genio del Male che insidia la vita delle persone comuni (artefice di malattie, sventure e odio tra le persone). Per il popolo, quindi, S. Antonio rappresenta un protettore dell'uomo in tutti i suoi bisogni, nei pericoli, nelle tribolazioni della vita (un custode di tutto ciò che nella vita dell'uomo è più caro). Le tentazioni alle quali il demonio sottopone il Santo asceta sono entrate nel folklore popolare tramite la rappresentazione canora di "lu Sand'Andonje", manifestazione di antiche origini medioevali, con diverse versioni. Tradizioni orali ci confermano che a Caldari, questa specie di "dramma sacro" era rappresentato già all'inizio dell' 800, ogni 17 gennaio, giorno in cui si celebra la festa del Santo. Fino all'inizio dei più recenti anni 60', nella festività di S. Antonio abate, era consuetudine diffusa anche quella di far benedire gli animali domestici.
Fonte: libro "Storia e tradizioni nel territorio di Caldari" di Edgardo Giangrande (1996).
Dono a San Zefferino
Già dalla fine dell' 800 e fino ai più recenti anni '60, vi era la consuetudine del "dono a S. Zefirino", analogo al dono a S. Tommaso che a Ortona ha rimesso in auge da qualche tempo: il giorno della Festa, veniva offerto al Santo, dentro conche (caratteristiche anfore in rame) adornate di fiori, nastri colorati e candele accese, una certa quantità di grano. Le conche così decorate venivano fatte sfilare durante la processione, portate da giovinette nubili del paese (li virginelle) e poi venivano deposte ai piedi dell'altare.
Fonte: libro "Storia e tradizioni nel territorio di Caldari" di Edgardo Giangrande (1996).
Sagra delle penne all'arrabbiata
Questa sagra è organizzata dalla "Pro Loco" di Caldari e si svolge nella piazza del paese che viene chiusa al traffico. Lo spazio antistante la chiesa (appunto "la piazza") cambia faccia: tavoli, panche, bandierine colorate, capanno per i cuochi, palco dove si esibiranno i musicisti per allietare la serata delle centinaia di commensali! Non mancano gli odori di cucina: pomodoro fresco (che unito al peperoncino condirà le penne sempre rigorosamente al dente), arrosticini, patatine fritte...e per la gioia di coloro che accompagnano il pasto con un buon bicchiere di vino, decine di brocche colorate contenenti vino rosso o bianco delle cantine locali! Non manca la frutta: uva locale e anguria per rinfrescare il palato nella calura della serata! Per concludere con un buon dolcetto della tradizione contadina! Ma come ogni cosa, anche la nostra sagra si è evoluta e negli ultimi anni il menù si è arricchito di panini con salsicce e la tipica "pizz e fuojie" (mistura di verdure diverse con l'aggiunta di pizza di farina gialla). È prevista per i primi giorni di agosto...vi aspettiamo numerosi!



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